L’abito da sposa

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L’abito da sposa

17 ottobre 2012 Abiti da sposa 0

L’abito da sposa porta con sé, attraverso la storia dell’umanità,l’essenza del cerimoniale che ha sempre caratterizzato il matrimonio.

Il matrimonio infatti, almeno fino a quando non si è diffuso il cristianesimo, era un concentrato di rituali di carattere magico-religioso, volti a respingere le influenze negative che si credeva insidiassero la vita degli uomini e, al contempo, ad attirare le forze benefiche sulla coppia e sulla famiglia che si stava formando.

Presso i vari popoli si vennero così sviluppando molteplici riti nuziali in rapporto con lo stato sociale. La storia della veste nuziale è fatta di questi riti e di utensili, accessori, gesti e formalità da compiere.

La tradizione dell’abito di colore bianco ha anch’essa attraversato la storia, soprattutto in Occidente, e si è sempre riferita alla verginità e alla purezza d’animo della sposa.

Le spose egizie avevano una tunica di lino finissimo e davano grande importanza alle acconciature con bende dorate, fermagli e fiori. Greci e Romani davano importanza al colore di ogni abito, per cui le spose romane erano sì vestite di una tunica bianca ma poi avvolte da un velo giallo zafferano a simboleggiare il fuoco di Vesta, dea protettrice del focolare domestico. Sui capelli posavano 4 corone: di gigli (purezza), di grano (fertilità), di rosmarino (virilità maschile) e di mirto (lunga vita).

Le donne cinesi invece vestivano in rosso, e rosso è ancora oggi il colore nuziale delle spose indiane. Le spose longobarde vestivano solo una tunica nera. Le spose bizantine delle classi più ricche indossavano vesti di seta rossa con ricami in oro e pietre preziose.

Nel Medio Evo la Chiesa si appropriò della cerimonia nuziale dandole l’importanza di sacramento e lo scopo principale dell’abito rimase quello di rendere la sposa più bella possibile.

Il matrimonio elisabettiano e, in generale, i grandi matrimoni aristocratici del Rinascimento, in cui per un giorno gli sposi vivono in uno spettacolo da favola e la sposa si veste come una principessa, sono all’origine di molte usanze vive ancora ai giorni nostri e soprattutto presso le famiglie nobili e reali.

Il XVII secolo segna una svolta all’insegna di abiti sottotono, poiché le esigue disponibilità delle famiglie fanno dirottare le risorse più ingenti verso il corredo e la dote.

La Rivoluzione Francese e il Direttorio portano a uno stile più sobrio, in cui l’abito da sposa torna ad essere una tunica sul modello romano, plissettata, ma sempre bianca, con la variante di ‘moda’ della vita alta, o ‘stile impero’, lanciata da Giuseppina Bonaparte moglie di Napoleone. Veli, diademi e capelli venivano fissati dietro la testa.

Il resto è storia recente, tra abiti vaporosi e adornati di pizzi, fiorellini, perle e strascico, a imitazione di quelli sfoggiati dalle spose famose (Grace Kelly e Lady Diana su tutte) e scelte sempre più moderne e meno appariscenti ma non certo meno raffinate ed eleganti, fino al ‘corto’. Resiste ancora come leader indiscusso il bianco, sovente declinato in avorio, almeno per le prime nozze.

Si affaccia però anche il colore, sebbene in genere molto discreto e pastello, seguendo il mutare della società moderna che vede le donne sposarsi sempre più tardi, e non più così di rado in seconde nozze.

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